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Capillari fragili



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Capillari fragili: cosa sono


I capillari fragili sono uno dei più fastidiosi problemi estetici che possono colpire una donna. È stato fatto riferimento al sesso femminile non tanto perché colpiscono esclusivamente loro, infatti anche alcuni machos, anche se in maniera minore, sono coinvolti, ma perché è esteticamente poco gradevole e colpiscono zone del corpo in vista, come le gambe e il viso.

Chi soffre di capillari fragili presenta delle striature rossastre sulla superficie della pelle, che invece prendono la colorazione bluastra se si trovano più in profondità, e possono diventare dei veri e propri ematomi, se la rottura è estesa. Il problema dei capillari fragili è stato dimostrato essere dovuto sia a predisposizione genetica che da variazioni ormonali. Ecco spiegato ulteriormente perché sono le donne i bersagli preferiti di questo in estetismo. La gravidanza e la menopausa, oltre che l’assunzione della pillola, esclusive della donna, sono i più grandi e importanti episodi in cui il corpo cambia drasticamente i livelli e le proporzioni degli ormoni.


Fattori scatenanti


La comparsa dei capillari fragili, detta teleangiectasie, non è quindi possibile impedirla. Anzi spesso viene favorita da alcuni fattori a cui non pensiamo o che non reputiamo importanti. Per esempio le saune, i bagni turchi, i fanghi, ma anche i raggi solari, filtrati o meno con le creme protettive, facilitano la loro comparsa in chi è predisposto. Sono tutte situazioni in cui ci si sottopone ad una temperatura più alta di quella normale e che determina una dilatazione di tutti i vasi, capillari compresi. Anche una posizione eretta prolungata, tipica di molti lavori, non aiuta, anzi peggiora la situazione. In una certa misura rientrano tra i fattori scatenanti anche i traumi, come quelli sportivi o da lavoro, i “colpi o botte”. È pur sempre una sollecitazione a cui vengono sottoposte le gambe, ad esempio, e i primi ad subirne le conseguenze sono i capillari, tanto che non a caso è probabile la comparsa di ematomi.

Mentre la ceretta a caldo rimane in una zona d’ombra: il calore e lo strappo rientrano nei fattori aggravanti, ma non sembra che siano così influenti come gli altri sopra citati. In caso di dubbi si può benissimo scegliere un alternativo tipo di depilazione tra i tanti oggi possibili.


Prevenzione


Purtroppo, in tutti i casi, non si può né impedire che si manifestino né evitare per un motivo o un altro le situazioni aggravanti, ma la prevenzione è un’arma molto potente e consigliata per una eventuale prevenzione o attenuazione; e in caso il problema diventasse più serio, allora si possono curare, purtroppo solamente con dei trattamenti chirurgici.

L’alimentazione sana ed equilibrata è una base solida e importante da cui partire. I capillari fanno parte del sistema vascolare, formato anche da vene e arterie, dunque la loro salute dipende molto dal benessere dell’intero sistema a cui appartengono. Come sappiamo una dieta come quella dell’uomo moderno, un mordi e fuggi, sempre di corsa, con una sovrabbondanza di grassi e alcool, non favorisce il naturale lavoro del nostro sistema circolatorio. Cambiare lo stile di vita è quasi impossibile, ma con una buona dose di forte motivazione e volontà si può migliorare nettamente la qualità dei pasti. Ne gioveranno non solo i capillari, ma l’organismo intero.


Le piante che rinforzano i capillari


Bisogna anche pensare a come rafforzare i capillari per evitare che si danneggino. A questo scopo interviene prontamente la Natura. Assumendo quantità adeguate di flavonoidi si riesce a modificare la permeabilità dei capillari, donandogli una maggiore resistenza. Queste molecole sono tanto efficaci che hanno portato alla ribalta i frutti che li contengono, ponendoli come arma principale contro i capillari fragili. Sono ad esempio i frutti di bosco, come lamponi, mirtilli, sia neri che rossi, ribes, uva spina e uva rossa. Tutti frutti, definiti genericamente come “frutti rossi” per il loro colore, che oltre ad essere ricchi di flavonoidi hanno anche alte concentrazioni di vitamina C, che coadiuva i processi di protezione. Ma oltre a questi, vi sono altre piante altrettanto efficaci e meno conosciute. il rusco, meglio noto come pungitopo, è una delle piante più indicate poiché oltre unisce alla sua potente azione di vaso costrizione anche un effetto diuretico, utile nell’allentare la pressione capillare. Anche la ruta per la presenza dello specifico flavonoide rutina, risulta avere una specifica protezione nei confronti dei capillari, alterandone la resistenza e la permeabilità. Attenzione però al suo uso poiché è anche una pianta abortiva! Il mirtillo invece riesce ad alterare la permeabilità dei vasi, grazie alla sua spinta alla produzione di collagene e delle fibrille, le due strutture che donano elasticità e struttura ai vasi sanguigni.

Infine troviamo l’ippocastano, che con l’alta concentrazione di escina, molecola vasoprotettiva per eccellenza, può essere ben sfruttato sia sotto forma di crema per uso topico che di capsule per via interna. Anche per questa pianta però bisogna consultare il medico in quanto se ingerita risulta tossica. Infine citiamo un’altra molecola, la diosmina, capace di prolungare l'effetto vasocostrittore della noradrenalina. È presente soprattutto nella buccia degli agrumi, ma viene anche sintetizzata nei laboratori, ad un costo minore rispetto all’estrazione dai frutti. Per aumentarne l’efficacia è spesso associata alla esperidina, molecola identica se non per un diverso legame spaziale nella sua struttura chimica.


Curare i capillari fragili


Quando anche la prevenzione fallisce e l’inestetismo diventa tale da non poter più essere sopportato, allora si può chiedere un consulto medico per un’eventuale intervento chirurgico.

Oggi esistono diversi tipi di interventi, la cui scelta verrà effettuata dal medico considerando il paziente, tra i quali i migliori risultati vengono dati dalla microscleroterapia e dal laser. La scleroterapia consiste nell’iniezione nei capillari con microaghi di una particolare soluzione che distrugge lo strato interno del vaso, impedendone cosi la sua funzionalità. In pratica si “uccide” il capillare. La cicatrice sarà impercettibile e il risultato ottimale, anche se poi molto dipenderà dall’abilità di chi fa l’iniezione.

Un’altra tecnica prevede l’utilizzo del laser che tarato ad una lunghezza d’onda prestabilita, andrà a fotocoagulare i capillari in superficie, che anche in questo caso necrotizzeranno. Questa metodica è però applicata quasi esclusivamente per i capillari “rossi”, mentre in quelli “blu” sembra non avere successo. L’ozonoterapia, la mesoterapia ed il massaggio linfodrenante sono terapie abbandonate, cosi come il tatuaggio coprente, che però rimane una scelta personale alternativa.





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